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Scuola media

INTELLIGENZA ARTIFICIALE RISONANZA E RIFLESSIONI

INTELLIGENZA ARTIFICIALE RISONANZA E RIFLESSIONI

Le vacanze natalizie sono finite e riprendiamo ad aggiornarvi su cosa succede a scuola. Ci eravamo lasciati con il successo della mostra Intelligenze Artificiali (AI) e riprendiamo dalla risonanza che l’esperienza ha avuto sui periodici locali. Infatti si parla di noi online, su Perugia TodayRete Animatori Digitali dell'Umbria. Questo ci gratifica e dà origine ad alcune riflessioni.

Si è adottata la formula, già consolidata negli anni scorsi, di lasciar condurre l’evento agli studenti divulgatori delle classi terze. Erano 36 suddivisi in 9 gruppi e hanno presentato slide interattive e illustrato i prodotti artistici realizzati da decine e decine di ragazzi di tutto l’Istituto.   Un nuovo modo più dinamico da parte della scuola di proporre il Potenziamento di Scienze con approfondimento sui diversi ambiti di utilizzo dell’AI (scienza, arte, musica, riconoscimento volti e oggetti, traduzione). Tutti si sono fatti domande importanti sui risvolti scientifici e etici dell’AI. Hanno capito la fondamentale differenza, ignota ai più, fra una macchina che “esegue” e una macchina che “impara” (la vera natura dell’Intelligenza Artificiale).

Collaborazione tra discipline e competenze chiave come iniziativa, suddivisione dei ruoli, comunicazione in pubblico, ampliamento della conoscenza del mondo digitale. La partecipazione di tutti ha dato luogo a un grande prodotto collettivo in mostra orchestrato da docenti di aree disciplinari sia tecnico scientifiche che umanistiche (racconti, commenti, fumetti, uno sguardo al cinema di cyborg, robot, androidi, prodotti grafici e 3D, digitale). Per una scuola secondaria è un risultato molto significativo.

Il tema è coinvolgente ma provocatorio per noi adulti che, inizialmente, abbiamo accolto con riserva, con cautela, ma che ha entusiasmato sopra ogni previsione i nostri giovani studenti!  Per noi è stato sorprendente! Nessuno poteva prevedere un successo di queste dimensioni, una partecipazione così attiva. I ragazzi però, va detto, quando si appassionano sono sempre in grado di ripagare gli insegnanti di tutte le energie che lavorare con loro richiede. Noi docenti abbiamo dovuto canalizzare il fervore iniziale, puntare su conoscenze rigorose quanto ai contenuti e a riflessioni critiche quanto alle implicazioni, ma anche coltivare il metodo di lavoro (tecniche e pianificazione delle attività manuali, metodo scientifico per affrontare seriamente l’argomento, tecniche di scrittura di fantascienza per distinguere e giocare tra scienza e fantasia, tecniche di comunicazione verbale e gestuale in pubblico).

Gli studenti, si sono sentiti subito immersi in un argomento che sentono riguardarli da vicino, un mondo già esplorato con la fantasia di nativi digitali e in cui sono proiettati. Non ci stupiremmo nel vederli dare con naturalezza il benvenuto a un robot che si presentasse al loro fianco, anzi sono curiosi e non vedono l’ora. In più mostrano un legame quasi affettivo con i computer. Questo suggerisce a noi adulti che la sfida delle tecnologie deve essere affrontata con cura, rigore e in sicurezza per scongiurare risvolti inquietanti.

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